Show dei talenti (parte prima)

“Anche a me hanno sempre detto così, ma oggi è la nostra occasione! Non credi anche tu?”

“Si, dobbiamo metterci il massimo impegno e vedrai che entrambi riusciremo a passare il turno; quando saremo sul palco dobbiamo esibirci nella nostra miglior performance”.

“Soprattutto perché questa sarà la mia ultima occasione, se fallisco oggi lascerò questo mondo”.

“Mi sembri leggermente drastico, non puoi accantonare la musica a tuo piacimento perché sappiamo entrambi la sua importanza: è la nostra passione e il nostro amore! Non essere ridicolo ci saranno altre possibilità, ne sono sicuro!”

“Oramai sono cinque anni che provo a sfondare nello spettacolo, evidentemente non sono abbastanza bravo. I miei genitori sono stanchi di questa situazione e se non guadagno con ciò che amo fare, sarò costretto a trovarmi un vero modo per vivere”.

“La pensi davvero in questo modo?”

“No, però…”

“505 è il tuo turno” una voce metallica interruppe la discussione tra i due ragazzi.

“… devo andare hanno chiamato il mio numero, spero di rivederti alla fase successiva”.

“In bocca al lupo!”

“Così sia!”

Un ragazzo comune, dall’aspetto insignificante apparì sull’enorme palco; il suo passo lento e titubante trasudava palesemente l’insicurezza, l’agitazione e la paura di fallire in quella che lui aveva definito la SUA ULTIMA OCCASIONE.

“Ciao come ti chiami?” una voce femminile fece capolino, mentre il ragazzo stava cercando di mettersi a suo agio e calmarsi.

“Sono Sider, ho 25 anni” il suo tono era sommesso e alquanto insicuro dato che non si era ancora ambientato nella situazione particolare in cui si trovava.

Sider non si era mai esibito di fronte ad un pubblico così vasto, ma per ottenere successo nel mondo discografico avrebbe dovuto abituarsi a contesti simili.

“Bene il 505 è Sider” disse la donna guardando le altre due persone al suo fianco “e quale canzone hai deciso di portare per la tua performance di oggi?”

“Sono un cantautore e quindi vi farò ascoltare uno dei miei pezzi personali, sia base sia testo sono stati creati da me; spero vi piaccia!” da quel momento la prova decisiva per Sider era iniziata.

Le luci si posizionarono sull’esile figura del ragazzo, accecandolo momentaneamente, la tensione era palpabile ma non appena Sider avvicinò il microfono alla bocca ogni insicurezza svanì.

Tutti gli artefatti intorno a lui sparirono: giudici, riflettori, pubblico erano solo un’immagine di sottofondo; sul palco c’erano solo Sider e la propria musica.

L’esibizione fu esilarante e spettacolare, la canzone scritta da Sider era un mix di metafore che rappresentavano la società in maniera ironica e geniale.

Alcune volte il testo della canzone si spingeva verso paragoni non facilmente comprensibili al primo ascolto, ma nella sua totalità la performance fu divertente e accolta di buon grado dal pubblico.

Il boato che proveniva dagli spalti era assordante e si stava prolungando per un lungo periodo di tempo, in quel momento l’unica cosa di cui era preoccupato Sider era il verdetto dei giudici e non il feedback degli spettatori.

Non appena l’estasi delle persone si placò, i tre giudizi iniziarono ad esprimere i propri pareri sullo spettacolo proposto dal numero 505.

“Molto interessante e finalmente ho visto qualcosa di diverso” esordì il giudice donna “il mio voto è senza alcun dubbio un SÍ!”

Il primo giudizio positivo era stato espresso, ma il percorso era ancora arduo. Per riuscire a superare la fase preliminare dello show Sider avrebbe dovuto ricevere almeno un altro “sì” dai giudici.

“Personalmente non sei stato di mio gradimento, a pelle non mi piace il modo in cui canti. Mi dispiace ma secondo il mio parere non hai una buona prospettiva commerciale. Il mio voto come avrai capito è un no” asserì con decisione e senza alcun ripensamento il giudice seduto a destra della donna.

Uno spiacevole macigno cadde sopra Sider, le parole del giudice risuonavano morbose nella sua testa “nessuna prospettiva commerciale” “per me è no”; aria uscita così leggera dalla bocca di una persona, che in realtà possedeva un peso enorme per il giovane uomo.

Ora il destino di Sider era nella mani dell’ultimo giudice, la sua decisione sarebbe stata quella decisiva.

“Il modo in cui canti, lo stile possiamo dire, è l’opposto di quello che sto cercando. La tua canzone può essere gradevole, ma questa competizione verte intorno alle cover. Penso che con la tua voce tu non sia in grado di poter andare avanti in maniera competitiva. Quindi…” il giudice fece una breve pausa “anche per me è no mi dispiace”.

Per Sider era davvero finita: le sue convinzioni di non essere all’altezza si consolidarono.

Fino a quel momento aveva pensato di non essere stato abbastanza fortunato nel trovare occasioni giuste per esprimersi e mostrare le sua capacità, ma ora era chiaro.

Ammutolito osservò davanti a se, fissò i giudici senza dire una parola e abbassò il capo ormai immerso nello sconforto.

Non era adatto a diventare un cantante, il suo sogno era svanito ancor prima di cominciare.

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